| Didattica gen/feb 2012 |
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SE I FAMOSI… SONO SCONOSCIUTI
(rivista Percussioni dicembre 2003)
Cari amici,
tempo fa, un editore mi propose di pubblicare una raccolta di miei articoli. Risposi che ero lusingato, per la proposta, ma che sicuramente sarebbe stata un’operazione in perdita.
L’editore, per cercare di convincermi, citò come esempio un articolo pubblicato dalla rivista “Percussioni” nel dicembre 2003 che, a suo avviso, interessava un pubblico molto più numeroso di quello costituito da batteristi e percussionisti.
Non mi sono mai pentito di quella scelta. Però, a distanza di circa un decennio, ho pensato di riproporre i punti salienti di quell’articolo perché mi piacerebbe sapere come la pensano in proposito gli amici e i lettori di oggi.
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Generalmente agli esami si presentano ragazzi abbastanza emozionati e timorosi. Non mancano, tuttavia, candidati presuntuosi e arroganti che credono di saperne di più della commissione che li deve esaminare. Si tratta di elementi che chiamano sempre col nome di battesimo tutti gli insegnanti e persino i vari cantanti di successo che, manco a dirlo, conoscono personalmente. Rispondono alle domande con sufficienza e meraviglia, citando personaggi e dettagli tecnici che, secondo la loro presunzione, tutto il mondo della musica dovrebbe conoscere.
Una volta uno di questi studenti, dopo aver visto il brano che gli era stato assegnato (per una prova consistente nell'interpretare una composizione di media difficoltà in tre ore) ha protestato dicendo: "Ma questo neanche Gene Krupa lo riesce a fare in tre ore!" Al che, un famoso direttore d'orchestra presente, ci ha chiesto chi era questo Gene Krupa; e noi, dopo aver spiegato chi era al collega di commissione, in un certo senso abbiamo confermato che il leggendario batterista non sarebbe riuscito ad eseguire il pezzo contestato. Ma solo perché…Krupa, per quel che ne sappiamo, non suonava le tastiere.
Gli studenti dovrebbero sapere che una commissione è formata soltanto da uno o due tecnici della materia. Tutti gli altri sono musicisti che non possono conoscere personaggi, tecniche e, soprattutto, termini onomatopeici importati e usati soltanto da batteristi e percussionisti.
Perciò, affermare che il rullo è "Uno dei rudiments della N.A.R.D", o parlare di Flam e Ruff, anziché di acciaccature semplici e doppie, ci sembra un'inutile e impropria ostentazione di saccenteria.
A parziale discolpa di alcuni di questi studenti, però, bisogna anche dire che se, a volte, non si è in grado di rispondere alle domande con definizioni appropriate la colpa può essere addebitata anche alle inesattezze contenute in testi specifici, enciclopedie o semplici vocabolari…
Certi clamorosi "refusi", sul tipo di quello contenuto nell'Enciclopedia della musica Rizzoli-Ricordi alla voce "timpano", certo non aiutano gli studenti. Nel caso citato, il timpano viene definito " strumento idiofono" (cioè strumento che produce il suono con la vibrazione dell'intero corpo come il piatto) mentre, com'è noto, il timpano è un membranofono.
Anche del rullo, che è in assoluto la tecnica più nota a livello popolare, i dizionari offrono una definizione parziale associandolo, erroneamente, solo al tamburo e non a tutte le percussioni.
In realtà il rullo si può definire in vari modi…
Noi, anni fa, lo definimmo: "Il mezzo tecnico degli strumenti a percussione per sostenere il suono".
Ciò perché al termine rullo è stata da sempre associata l'idea di continuità; ovvero di suono continuo e sostenuto raggiungibile, su strumenti poco risonanti come il tamburo, con i colpi multipli. In pratica con serie di colpi precisi per ogni mano, o anche con l'alternanza velocissima di un solo colpo per mano, su strumenti molto risonanti come i timpani…
Se per un pianista è normale comprare, e studiare, un metodo per ogni tecnica (scale, arpeggi, terze, doppie note, ecc.), per la mentalità del percussionista, salvo rare eccezioni, è altrettanto "normale" cercare di avere tutto in un solo metodo. Non importa poi se ogni argomento, appena sfiorato, richiederebbe una trattazione ben più ampia e approfondita.
Quello che più stupisce, in questo strano e controproducente modo di pensare, è che alle scuole medie e al liceo le stesse persone comprano valanghe di libri, che usano solo per un anno scolastico; mentre nella musica, e in particolare nella percussione, anche se un libro può servire per tutta la vita musicale, al massimo cercano di…fotocopiarlo dal collega (più fesso) che lo ha comprato.
Buon lavoro.